Semplicemente, non poteva andare in un altro modo. Non poteva che finire in trionfo, col delirio dei tifosi e la gioia incontenibile del presidente Olive, incapace di stare fermo e dire anche solo due parole. Il 15 maggio 2008, nella storia del calcetto fasanese, significherà d'ora in poi una cosa soltanto: A2. Il sogno coronato di una promozione storica nella seconda serie nazionale, dove si respira aria di grandezza. E, come in tutte le imprese che si rispettino, non poteva non esserci un degno avversario. L'Acireale di mister Bosco non è venuto ieri qui per fare sconti, anzi ha messo alle corde la Ferramati, che ha dovuto, forse per la prima volta, raschiare il fondo dell'enorme barile delle sue risorse calcistiche per trovare quelle briciole di grinta, classe, tecnica e cuore che hanno fatto la differenza.
E' finita 5-4, una sola, sudatissima, rete di divario. Un'unghia, una punta di spillo, centimetri finali al fotofinish: sono quelli che condannano uno squadrone come l'Acireale ad un altro anno in B1 e lanciano la Ferramati nell'Olimpo della serie A. Si era messa benissimo per i ragazzi di Chiaffarato. Formazione al completo, pubblico straripante, tanto da rimanere fuori ad ascoltare i boati di chi stava dentro, Almir e soci sembravano i protagonisti, nel primo tempo, del classico delitto perfetto. Un 3-0 che sembrava non lasciare scampo all'Acireale, in una partita equilibrata nel gioco ma decisa dal killer instinct della Ferramati. Che al 5' realizza subito: Mittelman recupera un pallone e lancia Almir. Il brasiliano davanti al portiere è una sentenza: giochetto alla sua maniera e Latino spiazzato. 1-0. L'Acireale prova a reagire, ma la Ferramati tiene senza affanni. Fino al raddoppio: Schleder avvia la ripartenza, Foletto si beve il diretto avversario e mette in mezzo per Almir. Una carambola strana, e gol del 2-0. L'Acireale è intontito. Strapazzon al 14' fa tutto da solo. Ruba palla e trafigge Latino con una micidiale bordata di sinistro. Ma proprio quando tutti si stropicciano gli occhi davanti ad uno scenario così semplice, viene fuori l'orgoglio dei siciliani. Al 15' Daga sfoggia un gran sinistro per il 3-1, poi Nilson centra un clamoroso palo a La Rocca battuto. Chiaffarato capisce che è il momento del time-out. Al 16' Massa sbaglia un gol già fatto, tanto da chiedersi lui stesso come abbia potuto. Ma è al 18' che l'Acireale torna in partita definitivamente. Su punizione la distrazione della Ferramati è imperdonabile, Nilson batte La Rocca. Si va al riposo sul 3-2. Ripresa ancora più concitata. Già sulla prima palla Lima commette una clamorosa ingenuità, ma La Rocca prima e Mittelman poi salvano. L'Acireale cresce e la Ferramati si lascia inspiegabilmente intimorire. Al 7' grande azione dei siciliani, con Daga che serve Nilson per un gol facile facile. 3-3 e tutto da rifare. La Ferramati è paurosamente in bambola, gli occhi da tigre del primo tempo si sono trasformati in occhi di bambini spauriti. All'8' è ancora il giustiziere Nilson a trafiggere La Rocca. Sono i giocatori di maggior classe e temperamento, Almir e Foletto, a guidare la riscossa, senza però riuscire a sfondare. Ma al 12' sembra finita: Rizzo fa tutto bene, salta l'uomo e scarica un sinistro terrificante a specchio pieno. La traversa gli dice di no. Chiaffarato inserisce Mittelman quinto di movimento, ma la Ferramati appare molle e senza grinta. La spia della benzina diventa rossa proprio sul traguardo. Qualche riserva però è rimasta, per fortuna: al 16', dopo due miracoli di fila, Latino si deve arrendere a Lima, per il 4-4 che rianima il "Salvemini". Il finale rimarrà impresso a tutti coloro che c'erano. Schleder conquista il sesto fallo, sul dischetto va Mittelman, il capitano che aveva rischiato di non esserci per un infortunio nel finale di stagione. Le sue gambe non tremano: è il 5-4 definitivo. L'Acireale prova Bidinotti quinto di movimento e centra la traversa con Daga su punizione dal limite. Ma non c'è più tempo per giocare, suona la sirena, c'è finalmente spazio per l'invasione di campo liberatoria ed i festeggiamenti. Fasano è per la prima volta in A2 di calcetto: per Olive ed il suo sodalizio è la terza storica promozione in pochi anni. Chapeau.
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